Everybody knows… it’s time for a revolution. Gob Squad are calling for that revolution.Now. The first steps have been taken. A theatre has been stormed and is now the revolutionaries HQ. Access to props and therefore weapons, explosives and special effects have been secured. The box office has been occupied. All without bloodshed so far…
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testo di provatesto di prova
Nell’ambito di Prospettiva 2 – un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri – giovedì 4 novembre 2010, alle ore 20.00, alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9 – Torino) debutterà lo spettacolo Dies Irae_5 episodi intorno alla fine della specie. Dittico sulla specie (parte 1), una creazione collettiva di Teatro Sotterraneo.
Al Teatro Carignano (Piazza Carignano, 6 – Torino), alle ore 21.00, per Club to Club – festival internazionale di musiche e arti elettroniche – debutto nazionale per lo spettacolo live dei Plaid & Southbank Gamelan Players.
A completare il programma di Prospettiva di giovedì 4 novembre la replica di «“Sauve qui peut” pas mal comme titre», della compagnia fiamminga tg STAN, in scena alla Cavallerizza Reale, Maneggio, alle ore 21.30.
Il teatro nel manifesto artistico polacco
Amleto, Ubu Re, Zio Vanja, Sei personaggi in cerca d’autore, Finale di partita… Non c’è grande opera della storia del teatro…
The theater in Polish poster art
Hamlet, King Ubu, Uncle Vanya, Six Characters in Search of an Author, Endgame … There is no great work of theater history that has not been [...]
Nell’ambito di Prospettiva 2 – un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri – mercoledì 3 novembre 2010, alle ore 21.30, alla Cavallerizza Reale, Maneggio (via Verdi, 9 – Torino) debutterà in prima nazionale lo spettacolo della compagnia fiamminga tg STAN «“Sauve qui peut” pas mal comme titre», tratto da I dramoletti di Thomas Bernhard, per la regia di Matthias de Koning. Lo spettacolo verrà replicato giovedì 4 novembre, alle ore 21.30.
A completare il programma di Prospettiva di mercoledì 3 novembre la replica di Utopia di e con Leo Bassi alle ore 20.00, al Teatro Gobetti (via Rossini, 8 – Torino).
Nell’ambito di Prospettiva 2 – un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri – martedì 2 novembre 2010, alle ore 20.00, alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9 – Torino) debutterà lo spettacolo I Am That Am I, progettato e realizzato da Kinkaleri.
Alle ore 21.00, al Teatro Gobetti (via Rossini, 8 – Torino), andrà in scena Utopia di e con Leo Bassi. Lo spettacolo verrà replicato mercoledì 3 novembre, alle ore 20.00.
Martedì 26 ottobre 2010, alle ore 19.30, al Museo di Scienze Naturali (via Giolitti, 36 – Torino) debutterà La conquista dell’inutile – Performance, concept visual & performativo di Loredana Putignani.
Al Teatro Carignano (piazza Carignano, 6 – Torino), alle ore 21.30, andrà in scena in anteprima lo spettacolo The End della Compagnia Babilonia Teatri.
A completare il programma di Prospettiva di martedì 26 ottobre la replica dello spettacolo Best Before dei Rimini Protokoll, in scena alle ore 19.00 alla Cavallerizza Reale, Maneggio.




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Lunedì 25 ottobre 2010, alle ore 20.30, alla Cavallerizza Reale, Maneggio (via Verdi, 9 – Torino) debutterà in prima nazionale lo spettacolo Best Before, della compagnia Rimini Protokoll, che ha preso parte all’ultimo PuSh Festival di Vancouver in occasione delle Olimpiadi Invernali 2010.
Lo spettacolo verrà replicato a Torino martedì 26 ottobre, alle ore 19.00.
Dopo Prospettiva, Best Before verrà presentato al Teatro S. Giorgio di Udine il 29 e 30 ottobre per la Stagione del CSS Teatro stabile di Innovazione del FVG
Domenica 24 ottobre 2010, alle ore 19.30, alla Cavallerizza Reale, Manica Corta (via Verdi, 9 – Torino) debutterà lo spettacolo My Arm di Tim Crouch, per la regia di Fabrizio Arcuri dell’Accademia degli Artefatti.
Altro debutto per lo spettacolo Rumore di Acque del Teatro delle Albe, in scena alle ore 21.00 al Teatro Carignano (piazza Carignano, 6 – Torino).
A completare il programma di Prospettiva di domenica 24 ottobre, la replica dello spettacolo Sul concetto di volto nel Figlio di Dio della Socìetas Raffaello Sanzio, al Museo di Scienze Naturali (via Giolitti, 36 – Torino), alle ore 18.00.
Sabato 23 ottobre 2010, alle ore 18.00 e alle ore 21.30, alla Cavallerizza Reale – Maneggio (via Verdi, 9 – Torino) debutterà in prima nazionale lo spettacolo Kaïros, sisifi e zombi della Compagnia Svizzera L’Alakran, che arriverà a Torino dopo aver toccato i più interessanti festival europei.
Alle ore 20.00, al Museo di Scienze Naturali (via Giolitti, 36 – Torino) andrà in scena lo spettacolo Sul concetto di volto nel Figlio di Dio della Socìetas Raffaello Sanzio, in replica domenica 24 ottobre, alle ore 18.00.
A completare il programma di Prospettiva di sabato 23 ottobre, la replica dello spettacolo Don Chisciotte, per la regia di Antonio Latella, alle ore 19.30 alla Cavallerizza Reale, Manica Corta.
Venerdì 22 ottobre 2010, alle ore 19.30, alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9 – Torino) debutterà lo spettacolo Don Chisciotte, per la regia di Antonio Latella.
Lo spettacolo verrà replicato sabato 23 ottobre, alle ore 19.30.
Giovedì 21 ottobre 2010, alle ore 21.30, alla Cavallerizza Reale, Maneggio (via Verdi, 9 – Torino) debutterà in prima nazionale VERSUS, ideato e diretto da Rodrigo García, secondo spettacolo dell’artista argentino inserito nel programma del festival d’autunno.
Alle ore 20.00, al Teatro Gobetti (via Rossini, 8 – Torino) andrà in scena Ecce Robot! Cronaca di un’invasione di e con Daniele Timpano.
Mercoledì 20 ottobre 2010, alle ore 20.00, al Teatro Gobetti (via Rossini, 8 – Torino) debutterà lo spettacolo Il ritorno di Hula Doll, da un’idea di Nicola Danesi de Luca e Iacopo Fulgi, messo in scena dalla Compagnia Tony Clifton Circus.
A completare il programma di Prospettiva di mercoledì 20 ottobre la replica dello spettacolo A Life in Three Acts di Mark Ravenhill, alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9), ore 21.30.
Martedì 19 ottobre 2010, nell’ambito di Prospettiva 2, andranno in scena due debutti nazionali. Alle ore 19.30, alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9 – Torino) verrà rappresentato lo spettacolo A Life in Three Acts per la regia di Mark Ravenhill, interpretato da Bette Bourne, figura chiave del movimento di liberazione gay. Lo spettacolo verrà replicato mercoledì 20 ottobre, alle ore 21.30.
Al Teatro Carignano (Piazza Carignano, 6 – Torino), alle ore 21.00, debutterà Muerte y reencarnación en un cowboy, apocalittica visione della nostra modernità declinata dal regista argentino Rodrigo García.
Sabato 16 ottobre 2010, alle ore 21.00, al Teatro Gobetti (via Rossini, 8 – Torino) debutterà in prima nazionale lo spettacolo La Voix Humaine di Jean Cocteau, per la regia di Ivo van Hove, direttore del Toneelgroep Amsterdam, celebrato in tutto il mondo per il suo lavoro. Lo spettacolo verrà replicato domenica 17 ottobre, alle ore 20.00.
A completare il programma di Prospettiva di sabato 16 e domenica 17 ottobre tre spettacoli del Festival Incanti, Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, in scena tutti alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9). Sabato 16 ottobre, alle ore 20.00, in prima italiana, Sagimusume (Otome Bunraku) di Masaya Kiritake. Domenica 17 ottobre: alle ore 16.00, la replica dello spettacolo Sagimusume (Otome Bunraku); alle ore 22.00, nel Foyer, Chat noir a 9 code di e con Cora Demaria e Rosa Mogliasso (spettacolo adatto ad un pubblico adulto); alle ore 22.30, Tierra Preñada con Joan Baixas e Francisca Rodrigo.
Nella sezione Extra di Prospettiva 2, sabato 16 ottobre, alle ore 19.00, presso la Sala Colonne del Teatro Gobetti, inaugurerà la mostra “Il Volto, la Maschera – Il teatro nel manifesto artistico polacco”, a cura di Giulia Randone e Armando Buonaiuto, organizzata da Ognisko Polskie w Turynie – Comunità Polacca di Torino, con il sostegno del Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano e la collaborazione della Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Le trentacinque opere che compongono l’esposizione offriranno una panoramica suggestiva ed affascinante sulla creatività della scuola grafica polacca.
Venerdì 15 ottobre 2010, alle ore 21.00, al Teatro Carignano (piazza Carignano, 6) l’eclettico maestro dell’arte contemporanea Jan Fabre – dopo il clamoroso successo di Orgy of Tolerance che ha chiuso la prima edizione di Prospettiva – aprirà il festival con Another Sleepy Dusty Delta Day, assolo di danza creato insieme a Ivana Jozic e interpretato da Artemis Stavridi.
A completare il programma di Prospettiva di venerdì 15 ottobre tre spettacoli del Festival Incanti, Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, in scena tutti alla Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi, 9): alle ore 20.00, È bello vivere liberi! per la regia e l’interpretazione di Marta Cuscunà; alle ore 22.00, nel Foyer, in prima assoluta, Chat noir a 9 code di e con Cora Demaria e Rosa Mogliasso (spettacolo adatto ad un pubblico adulto); alle ore 22.30, The Vertigo of Sheep scritto, realizzato e rappresentato da Andrew Kim & Kathy Bradley. continua..
Le immagini scelte quest’anno per comunicare Prospettiva2 sono opera di Mirko Baricchi
Mirko Baricchi nasce alla Spezia il 12 aprile del 1970. Dopo il liceo si trasferisce a Firenze, dove frequenta l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli. Dopo il diploma e un breve periodo di lavoro come grafico pubblicitario, parte per il Messico, un viaggio che segna la sua vita d’artista. Qui lavora come illustratore per una nota agenzia di comunicazione americana, ma non abbandona la sua passione per la pittura. In una delle sue numerose visite ai Musei messicani viene folgorato dall’artista Rufino Tamayo. Lascia il lavoro in agenzia come illustratore e poco dopo partecipa ad una collettiva al Museo Siqueros, ricevendo riscontri positivi da parte della critica. Dopo oltre due anni torna in Italia, trasferendosi a Milano, dove sfrutta la sua abilità di disegnatore nel campo della pubblicità e dell’editoria. In questo periodo matura la decisione di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Nel 1998 torna a vivere a La Spezia. La Cardelli & Fontana presenta i suoi dipinti e da subito inizia una collaborazione ed un rapporto di grande stima, non solo professionale.
Nel 1999 da vita alla sua prima personale presso la galleria Gardelli & fontana artecontemporanea Da quel momento Baricchi ha continuato ad esporre le proprie opere in spazi prestigiosi ed in fiere con collaborazioni importanti anche a livello critico.
Le immagini scelte quest’anno per comunicare Prospettiva2 sono opera di Mirko Baricchi
Mirko Baricchi nasce alla Spezia il 12 aprile del 1970. Dopo il liceo si trasferisce a Firenze, dove frequenta l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli. Dopo il diploma e un breve periodo di lavoro come grafico pubblicitario, parte per il Messico, un viaggio che segna la sua vita d’artista. Qui lavora come illustratore per una nota agenzia di comunicazione americana, ma non abbandona la sua passione per la pittura. In una delle sue numerose visite ai Musei messicani viene folgorato dall’artista Rufino Tamayo. Lascia il lavoro in agenzia come illustratore e poco dopo partecipa ad una collettiva al Museo Siqueros, ricevendo riscontri positivi da parte della critica. Dopo oltre due anni torna in Italia, trasferendosi a Milano, dove sfrutta la sua abilità di disegnatore nel campo della pubblicità e dell’editoria. In questo periodo matura la decisione di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Nel 1998 torna a vivere a La Spezia. La Cardelli & Fontana presenta i suoi dipinti e da subito inizia una collaborazione ed un rapporto di grande stima, non solo professionale.
Nel 1999 da vita alla sua prima personale presso la galleria Gardelli & fontana artecontemporanea Da quel momento Baricchi ha continuato ad esporre le proprie opere in spazi prestigiosi ed in fiere con collaborazioni importanti anche a livello critico.
Il drammaturgo tedesco Heiner Müller (1929-1995) ha così sintetizzato il contenuto del FRAMMENTOFATZER, più di 400 pagine di un testo drammatico incompiuto che Bertolt Brecht (1898–1956) appunta, raccoglie e rielabora più volte tra il 1926 e il 1930: «Quattro uomini disertano la prima guerra mondiale e aspettano la rivoluzione, che non viene. E una volta che si trovano fuori dalla società …diventano estremi gli uni verso gli altri e si annientano reciprocamente» I frammenti del materiale Fatzer rappresentano una vera e propria miniera per il teatro contemporaneo!
Nei prossimi 18 mesi la Fondazione Teatro Stabile di Torino e la Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino sono impegnate in un progetto di collaborazione, situato all’interno del festival d’autunno Prospettiva. Nei giorni 8 e 9 ottobre organizzano insieme il BRECHT_CAMP, con la collaborazione del Goethe- Institut di Torino.
Il drammaturgo tedesco Heiner Müller (1929-1995) ha così sintetizzato il contenuto del FRAMMENTOFATZER, più di 400 pagine di un testo drammatico incompiuto che Bertolt Brecht (1898–1956) appunta, raccoglie e rielabora più volte tra il 1926 e il 1930: «Quattro uomini disertano la prima guerra mondiale e aspettano la rivoluzione, che non viene. E una volta che si trovano fuori dalla società …diventano estremi gli uni verso gli altri e si annientano reciprocamente» I frammenti del materiale Fatzer rappresentano una vera e propria miniera per il teatro contemporaneo!
Nei prossimi 18 mesi la Fondazione Teatro Stabile di Torino e la Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino sono impegnate in un progetto di collaborazione, situato all’interno del festival d’autunno Prospettiva. Nei giorni 8 e 9 ottobre organizzano insieme il BRECHT_CAMP, con la collaborazione del Goethe- Institut di Torino.
Dopo il successo della prima edizione, torna ad aprire la stagione del Teatro Stabile di Torino il festival d’autunno Prospettiva – un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri – che affronterà, dal 15 ottobre al 14 novembre 2010, le dinamiche del doppio, raggruppando i più importanti nomi di prosa, danza e performance della scena contemporanea. Il perno centrale del nuovo programma sarà il numero 2, declinato non solo per contenuti (identità/conflitto, bene/male, amore/odio, verità/finzione) ma anche per forma e costruzione drammaturgica, in una continua alternanza di moltiplicazioni di significato.
4 palcoscenici - Carignano, Cavallerizza, Gobetti, Fonderie Limone - e 2 spazi insoliti per le rappresentazioni teatrali – il Museo di Scienze Naturali e il Castello di Rivoli – ospiteranno Prospettiva 2, che presenterà, in un mese di programmazione, oltre 50 spettacoli per un festival ricco di nuove proposte che conta 21 fra prime nazionali e assolute e 18 spettacoli internazionali per un totale di 10 nazioni straniere coinvolte.
Controluce Teatro d’Ombre (Italia)
Prospettiva2 e il Castello di Rivoli
Partendo dall’analisi comune – e per molti versi speculare – sui campi tematici del doppio e della simmetria, il Teatro Stabile di Torino e il Castello di Rivoli si sono trovati naturalmente portati verso una stretta collaborazione in occasione di Prospettiva 2.Prospettiva2 e il Castello di Rivoli
Partendo dall’analisi comune – e per molti versi speculare – sui campi tematici del doppio e della simmetria, il Teatro Stabile di Torino e il Castello di Rivoli si sono trovati naturalmente portati verso una stretta collaborazione in occasione di Prospettiva 2.
Prospettiva2 sostiene il convegno Archivi affettivi, organizzato da Psi/Performance Studies
International, associazione professionale fondata nel 1997 per promuovere la comunicazione e lo
scambio tra studiosi e artisti che lavorano nel campo della performance.
a cura di Giulia Palladini, Annalisa Sacchi, Marco Pustianaz
è partita la vendita dell’abbonamento Prospettiva2 on-line a 50,00 euro e in biglietteria 60,00. Puoi scegliere 5 spettacoli tra la vasta scelta della timeline 2010. Perchè non ne approfitti? [...] Prospettiva’s subscriptions selling has just started! 50 € on-line and 60 € at the box office. You can choose 5 between more than 40 shows on the timeline 2010.. Why don’t you take this opportunity now?




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Share Festival
L’intervento di Stelarc è una conferenza e una performance che esprime la declinazione biologica del tema generale Smart Mistakes di Share Festival, dedicato alla portata culturale degli errori, degli sbagli, della varianti impreviste…
Sala Conferenze Museo Regionale di Scienze Naturali – 6 novembre 2010
L’intervento di Stelarc è una conferenza e una performance che esprime la declinazione biologica del tema generale Smart Mistakes…
Ilaria Godino – Responsabile | tel. +39 011 5169423 |
godino@teatrostabiletorino.it
Luisa Bergia – Grafica | tel. +39 011 5169426 |
bergia@teatrostabiletorino.it
Silvia Carbotti – redazione e coordinamento web | tel. +39 011 5169495 |
carbotti@teatrostabiletorino.it e-mail ufficioeditoriale@teatrostabiletorino.it
progettazione, disegno e sviluppo Silvia Carbotti
immagine della campagna Mirko Baricchi
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Luisa Bergia – Grafica | tel. +39 011 5169426 |
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progettazione, disegno e sviluppo Silvia Carbotti
immagine della campagna Mirko Baricchi
Biglietti ridotti per gli spettacoli programmati alla stagione d’Opera del Teatro Regio, presentando l’abbonamento alla stagione del Teatro Stabile di Torino presso la biglietteria del Teatro Regio.
Fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Il Teatro Stabile di Torino offre ai suoi abbonati alla stagione 2010/2011 la possibilità di acquistare a prezzo speciale l’Abbonamento Musei 2011 a partire dal 1° dicembre 2010 presso le biglietterie di tutti i musei aderenti e presso lo sportello InfoPoint della Regione Piemonte (piazza Castello, 165). L’abbonamento è valido dal 1° dicembre 2010 al 31 dicembre 2011.
L’abbonato del Teatro Stabile di Torino ha diritto all’ingresso a prezzo ridotto al Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana.
L’abbonato del Teatro Stabile di Torino, presentando l’abbonamento presso le biglietterie, ha diritto al biglietto ridotto per gli spettacoli programmati nei Teatri della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte fino ad esaurimento dei posti.
L’abbonato del Teatro Stabile di Torino ha diritto allo sconto del 10% sui servizi offerti dal CUS e CUS Card. Info su www.custorino.it
L’abbonato ha diritto al biglietto ridotto per gli spettacoli non compresi nel proprio abbonamento.
Biglietti ridotti per gli spettacoli programmati alla stagione d’Opera del Teatro Regio, presentando l’abbonamento alla stagione del Teatro Stabile di Torino presso la biglietteria del Teatro Regio.
Fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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Dopo il successo della prima edizione, torna il festival d’autunno Prospettiva, un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri, che affronterà, dal 15 ottobre al 14 novembre 2010, le dinamiche del doppio. Il perno centrale del nuovo programma sarà il numero 2, declinato non solo per contenuti (identità/conflitto, bene/male, amore/odio, verità/finzione) ma anche per forma e costruzione drammaturgica, in una continua alternanza di moltiplicazioni di significato.
Come già avvenuto nella passata edizione, Prospettiva vivrà anche di collaborazioni e contaminazioni importanti, dalla danza contemporanea di Torinodanza alla musica elettronica di Club to Club e al percorso di ricerca in bilico fra tradizione ed innovazione di Musica 90, dalle nuove tecnologie
dello Share Festival alla poetica artigianalità del teatro di figura di Incanti. Inoltre, Prospettiva offrirà nuovamente una ribalta nazionale alle giovani e più interessanti compagnie torinesi, ospitando i debutti di alcune nuove produzioni sostenute dal Sistema Teatro Torino e gli spettacoli segnalati da
RIgenerazione 2010.
Jan Fabre, eclettico maestro dell’arte contemporanea, aprirà il festival il 15 ottobre, al Teatro Carignano, con Another Sleepy Dusty Delta Day, assolo di danza creato insieme a Ivana Jozic e interpretato da Artemis Stavridi. Oltre al poliedrico artista fiammingo, sui palcoscenici dei nostri teatri si alterneranno alcuni grandi nomi del panorama teatrale internazionale come Rodrigo García e Leo Bassi, a cui si affiancheranno realtà emergenti: i Rimini Protokoll, che hanno preso parte all’ultimo PuSh Festival di Vancouver in occasione delle Olimpiadi Invernali 2010, la compagnia belga tg STAN, che ha visto celebrare il proprio ventennale dal Festival d’Automne di Parigi del 2009, la compagnia svizzera L’Alakran, che arriverà a Torino dopo aver toccato i più interessanti festival europei, il regista olandese Ivo van Hove che, di ritorno in Europa dopo una tournée estiva tra gli Stati Uniti e l’Australia, metterà in scena per la prima volta in Italia La voix humaine di Jean Cocteau e l’ensemble newyorkese Big Art Group diretta da Caden Manson, che partecipa nuovamente a Prospettiva con Cityrama, per la cui preparazione è stato organizzato un workshop a Torino. La manifestazione vedrà confrontarsi diversi approcci e diverse generazioni. Tra i nomi italiani si segnalano Romeo Castellucci, Antonio Latella, Marco Martinelli, il Teatro del Carretto e le giovani compagnie come Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo e Codice Ivan, reduci da importanti riconoscimenti non solo nazionali.
Torinodanza, nell’ambito di Prospettiva 2, proporrà una sezione dedicata ad Alain Platel e ai Ballets C de la B: due gli spettacoli che il coreografo belga metterà in scena (Out of context e Gardenia) ed uno di Lisi Estaras (Primero), coprodotti e presentati in prima nazionale, ed integrati da un programma che prevede un convegno, laboratori, incontri e proiezioni sulla grande compagnia fiamminga. Oltre a collaborare con Prospettiva per presentare a Torino lo spettacolo di Jan Fabre e Ivana Jozic, Torinodanza coproduce la nuova creazione di Sara Marasso.
Oltre 50 spettacoli per un festival ricco di nuove proposte che conta 20 fra prime nazionali e assolute e 14 spettacoli internazionali per un totale di 7 nazioni straniere coinvolte.
L’attività internazionale del Teatro Stabile di Torino – membro della prestigiosa Unione dei Teatri d’Europa (UTE) – nel 2010 non sarà legata soltanto al calendario di Prospettiva, ma, grazie alla fondamentale intermediazione del Goethe Institut di Torino, potrà contare su una importante collaborazione con la Volksbühne di Berlino. Da gennaio 2010, infatti, le due strutture sono gemellate su un progetto biennale che, attraverso un fitto calendario di attività, condurrà nel 2011/2012 alla coproduzione del Fatzer Fragment di Bertolt Brecht.
Dopo il successo della prima edizione, torna il festival d’autunno Prospettiva, un progetto di Mario Martone e Fabrizio Arcuri, che affronterà, dal 15 ottobre al 14 novembre 2010, le dinamiche del doppio. Il perno centrale del nuovo programma sarà il numero 2, declinato non solo per contenuti (identità/conflitto, bene/male, amore/odio, verità/finzione) ma anche per forma e costruzione drammaturgica, in una continua alternanza di moltiplicazioni di significato.
Come già avvenuto nella passata edizione, Prospettiva vivrà anche di collaborazioni e contaminazioni importanti, dalla danza contemporanea di Torinodanza alla musica elettronica di Club to Club e al percorso di ricerca in bilico fra tradizione ed innovazione di Musica 90, dalle nuove tecnologie
dello Share Festival alla poetica artigianalità del teatro di figura di Incanti. Inoltre, Prospettiva offrirà nuovamente una ribalta nazionale alle giovani e più interessanti compagnie torinesi, ospitando i debutti di alcune nuove produzioni sostenute dal Sistema Teatro Torino e gli spettacoli segnalati da
RIgenerazione 2010.
Jan Fabre, eclettico maestro dell’arte contemporanea, aprirà il festival il 15 ottobre, al Teatro Carignano, con Another Sleepy Dusty Delta Day, assolo di danza creato insieme a Ivana Jozic e interpretato da Artemis Stavridi. Oltre al poliedrico artista fiammingo, sui palcoscenici dei nostri teatri si alterneranno alcuni grandi nomi del panorama teatrale internazionale come Rodrigo García e Leo Bassi, a cui si affiancheranno realtà emergenti: i Rimini Protokoll, che hanno preso parte all’ultimo PuSh Festival di Vancouver in occasione delle Olimpiadi Invernali 2010, la compagnia belga tg STAN, che ha visto celebrare il proprio ventennale dal Festival d’Automne di Parigi del 2009, la compagnia svizzera L’Alakran, che arriverà a Torino dopo aver toccato i più interessanti festival europei, il regista olandese Ivo van Hove che, di ritorno in Europa dopo una tournée estiva tra gli Stati Uniti e l’Australia, metterà in scena per la prima volta in Italia La voix humaine di Jean Cocteau e l’ensemble newyorkese Big Art Group diretta da Caden Manson, che partecipa nuovamente a Prospettiva con Cityrama, per la cui preparazione è stato organizzato un workshop a Torino. La manifestazione vedrà confrontarsi diversi approcci e diverse generazioni. Tra i nomi italiani si segnalano Romeo Castellucci, Antonio Latella, Marco Martinelli, il Teatro del Carretto e le giovani compagnie come Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo e Codice Ivan, reduci da importanti riconoscimenti non solo nazionali.
Torinodanza, nell’ambito di Prospettiva 2, proporrà una sezione dedicata ad Alain Platel e ai Ballets C de la B: due gli spettacoli che il coreografo belga metterà in scena (Out of context e Gardenia) ed uno di Lisi Estaras (Primero), coprodotti e presentati in prima nazionale, ed integrati da un programma che prevede un convegno, laboratori, incontri e proiezioni sulla grande compagnia fiamminga. Oltre a collaborare con Prospettiva per presentare a Torino lo spettacolo di Jan Fabre e Ivana Jozic, Torinodanza coproduce la nuova creazione di Sara Marasso.
Oltre 50 spettacoli per un festival ricco di nuove proposte che conta 20 fra prime nazionali e assolute e 14 spettacoli internazionali per un totale di 7 nazioni straniere coinvolte.
L’attività internazionale del Teatro Stabile di Torino – membro della prestigiosa Unione dei Teatri d’Europa (UTE) – nel 2010 non sarà legata soltanto al calendario di Prospettiva, ma, grazie alla fondamentale intermediazione del Goethe Institut di Torino, potrà contare su una importante collaborazione con la Volksbühne di Berlino. Da gennaio 2010, infatti, le due strutture sono gemellate su un progetto biennale che, attraverso un fitto calendario di attività, condurrà nel 2011/2012 alla coproduzione del Fatzer Fragment di Bertolt Brecht.
L’insegnamento di Philippe Hottier (ex attore del Théâtre du Soleil), fondato sulla scelta di un’etica viva basata sul non giudizio e sul riconoscimento della diversità, aspira a migliorare la comprensione di sé e dell’altro, sotto forma di esplorazione della persona umana e del suo funzionamento. Per poter avvicinare il clown e la dinamica clownesca, durante il workshop organizzato dalla Compagnia Tardito/Rendina, l’attore/danzatore ha esplorato in una prima fase il proprio mondo egoico per poi passare alla sua messa in movimento nello spazio scenico. Oltre ad un approfondimento della dimensione clownesca, questo il lavoro mirava a sostenere ’attore/danzatore nel suo percorso professionale e ad elaborare in modo sottile il personaggio, sia nel campo della tragedia che in quello della commedia.
docente Philippe Hottier / workshop organizzato dalla Compagnia Tardito Rendina
L’insegnamento di Philippe Hottier (ex attore del Théâtre du Soleil), fondato sulla scelta di un’etica viva basata sul non giudizio e sul riconoscimento della diversità, aspira a migliorare la comprensione di sé e dell’altro, sotto forma di esplorazione della persona umana e del suo funzionamento. Per poter avvicinare il clown e la dinamica clownesca, durante il workshop organizzato dalla Compagnia Tardito/Rendina, l’attore/danzatore ha esplorato in una prima fase il proprio mondo egoico per poi passare alla sua messa in movimento nello spazio scenico. Oltre ad un approfondimento della dimensione clownesca, questo il lavoro mirava a sostenere ’attore/danzatore nel suo percorso professionale e ad elaborare in modo sottile il personaggio, sia nel campo della tragedia che in quello della commedia.
docente Philippe Hottier / workshop organizzato dalla Compagnia Tardito Rendina
A partire dallo scorso gennaio la Fondazione del Teatro Stabile di Torino e la Volksbühneam- Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino sono gemellate per un progetto biennale, finanziato dal Wanderlust Fund della Kulturstiftung des Bundes. Questa importante partnership internazionale è nata in seno al festival d’autunno Prospettiva09 ed è stata resa possibile grazie al sostegno offerto dal Goethe-Institut di Torino, che in questi mesi ha collaborato strettamente con le due istituzioni, svolgendo un’indispensabile ed efficace attività di organizzazione e mediazione. Nel corso dei prossimi due anni il progetto si articolerà, tra Torino e Berlino, in un lungo elenco di attività congiunte, che spazieranno dagli approfondimenti teorici sulla drammaturgia contemporanea allo scambio di personale tecnico ed amministrativo tra le due strutture, offrendo inoltre nuove occasioni di approfondimento per gli studenti della Scuola per Attori della Fondazione, e coronando l’intera iniziativa con uno speciale progetto coproduttivo, che andrà in scena nelle due città nell’autunno del 2011, coinvolgendo artisti italiani e tedeschi. Il titolo scelto è il Fatzer Fragment di Bertolt Brecht, il testo incompiuto più famoso del grande drammaturgo tedesco, conosciuto in Italia grazie al montaggio che Heiner Müller fece delle oltre 500 pagine di appunti e di bozze lasciate da Brecht.
prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Volksbühne-am-Rosa-Luxemburg-Platz
di Berlino
in collaborazione con il Goethe-Institut Turin
con il supporto del “Fund Wanderlust” della German Federal Cultural Foundation
Cavallerizza Reale, Via Verdi 9
8 ottobre 2010 | ore 20:00 – 22:00
Nuove prospettive su Bertolt Brecht. Con performances, installazioni dei PORTAGE (Torino), con la performance “Taglio Netto” dei TONY CLIFTON CIRCUS (Roma), una lettura pubblica di materiale dal “frammento-Fatzer” di Bertolt Brecht, con alcuni brani dell’ “Opera da tre soldi”, eseguiti al violino da H.E.R. (Roma), videoproiezioni, e altre sorprese. In apertura siamo felici di offrire a tutti un piccolo aperitivo. Benvenuti al primo Brecht-Camp a Torino!
Cavallerizza Reale, Manica Corta
9 ottobre 2010
Incontri con:
Fabrizio Arcuri (regista – Roma/Torino), Sergio Ariotti (Direttore Festival delle Colline torinesi – Torino), Nevio Gàmbula (attore e scrittore – Verona), Clemens-Carl Härle (docente die letteratura – Siena), Alexander Karschnia (performer, teorico – Berlin), Thomas Martin (autore, regista, pubblicista –Berlin), Milena Massalongo (germanista – Verona), Armando Punzo (regista, Volterra), Philippe Vincent (regista – Lyon), Michael Wehren (studioso di teatro – Leipzig), discutono di e attraverso Brecht. (Con traduzione simultanea)
consulta l’intero programma
Scambio di personale tra le due strutture e workshop a Berlino per gli allievi della Scuola per Attori
Prime prove dello spettacolo a Berlino
Debutto dello spettacolo a Torino
Debutto dello spettacolo a Berlino
A partire dallo scorso gennaio la Fondazione del Teatro Stabile di Torino e la Volksbühneam- Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino sono gemellate per un progetto biennale, finanziato dal Wanderlust Fund della Kulturstiftung des Bundes. Questa importante partnership internazionale è nata in seno al festival d’autunno Prospettiva09 ed è stata resa possibile grazie al sostegno offerto dal Goethe-Institut di Torino, che in questi mesi ha collaborato strettamente con le due istituzioni, svolgendo un’indispensabile ed efficace attività di organizzazione e mediazione. Nel corso dei prossimi due anni il progetto si articolerà, tra Torino e Berlino, in un lungo elenco di attività congiunte, che spazieranno dagli approfondimenti teorici sulla drammaturgia contemporanea allo scambio di personale tecnico ed amministrativo tra le due strutture, offrendo inoltre nuove occasioni di approfondimento per gli studenti della Scuola per Attori della Fondazione, e coronando l’intera iniziativa con uno speciale progetto coproduttivo, che andrà in scena nelle due città nell’autunno del 2011, coinvolgendo artisti italiani e tedeschi. Il titolo scelto è il Fatzer Fragment di Bertolt Brecht, il testo incompiuto più famoso del grande drammaturgo tedesco, conosciuto in Italia grazie al montaggio che Heiner Müller fece delle oltre 500 pagine di appunti e di bozze lasciate da Brecht.
prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Volksbühne-am-Rosa-Luxemburg-Platz
di Berlino
in collaborazione con il Goethe-Institut Turin
con il supporto del “Fund Wanderlust” della German Federal Cultural Foundation
Cavallerizza Reale, Via Verdi 9
8 ottobre 2010 | ore 20:00 – 22:00
Nuove prospettive su Bertolt Brecht. Con performances, installazioni dei PORTAGE (Torino), con la
performance “Taglio Netto” dei TONY CLIFTON CIRCUS (Roma), una lettura pubblica di materiale dal
“frammento-Fatzer” di Bertolt Brecht, con alcuni brani dell’ “Opera da tre soldi”, eseguiti al violino da
H.E.R. (Roma), videoproiezioni, e altre sorprese. In apertura siamo felici di offrire a tutti un piccolo
aperitivo. Benvenuti al primo Brecht-Camp a Torino!
Cavallerizza Reale, Manica Corta
9 ottobre 2010
Incontri con:
Fabrizio Arcuri (regista – Roma/Torino), Sergio Ariotti (Direttore Festival delle Colline torinesi – Torino), Nevio Gàmbula (attore e scrittore – Verona), Clemens-Carl Härle (docente die letteratura – Siena), Alexander Karschnia (performer, teorico – Berlin), Thomas Martin (autore, regista, pubblicista –Berlin), Milena Massalongo (germanista – Verona), Armando Punzo (regista, Volterra), Philippe Vincent (regista – Lyon), Michael Wehren (studioso di teatro – Leipzig), discutono di e attraverso Brecht. (Con traduzione simultanea)
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Scambio di personale tra le due strutture e workshop a Berlino per gli allievi della Scuola per Attori
Prime prove dello spettacolo a Berlino
Debutto dello spettacolo a Torino
Debutto dello spettacolo a Berlino
Vogliamo sapere la tua: lascia un messaggio sul nostro piccolo spazio opportunità:
pensieri, parole opere e omissioni per il festival d’autunno di Torino.
Hai visto qualcosa, ti è piaciuto? non ti è piaciuto? Vogliamo sapere cosa ne pensi, vogliamo sapere cos’altro andrai a vedere e perchè questo si e quello no…
We want to know your opinion: leave a messagge on Piccolo spazio opportunità. Feelings, thoughts, works and omissions about Prospettiva2.
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Vincitore del premio Fringe al Festival di Edimburgo e del premio Herald Archangel, A Life in Three Acts è la storia di Bette Bourne, performer e figura chiave del movimento di liberazione gay del dopoguerra. Vivo ed esaltante, il lavoro è l’adattamento di alcune conversazioni private tra Bourne e il drammaturgo Mark Ravenhill. Presentato come monologo da Bourne, il racconto segue la sua infanzia nel dopoguerra, la vita nella “Comune” di drag a Notting Hill negli anni Settanta, il suo ruolo seminale nella nascita del Gay Liberation Front in Gran Bretagna, la compagnia teatrale gay BLOOLIPs famosa in tutto il mondo e molto altro ancora. La performance è eccezionalmente onesta, emozionante, spiritosa ed è una commovente celebrazione dell’emancipazione gay. Mark Ravenhill, talento della nuova scena inglese e columnist delle pagine culturali del quotidiano The Guardian, ha debuttato come drammaturgo nel 1995 con i controversi monologhi Fist e His Mouth. Il successo internazionale arriva l’anno successivo grazie a Shopping and Fucking, seguito da Some Explicit Polaroids. Nel 2001 va in scena al National Theatre di Londra Mother clap’s Molly House. Tra le ultime produzoni I 17 pezzi di Spara, trova il tesoro e ripeti sono stati rappresentati nel 2007 al Fringe Festival di Edimburgo, in un evento speciale dedicato all’autore dal titolo Ravenhill for Breakfast e sono andati in scena a Prospettiva09 nella versione dell’Accademia degli Artefatti.
Vincitore del premio Fringe al Festival di Edimburgo e del premio Herald Archangel, A Life in Three Acts è la storia di Bette Bourne, performer e figura chiave del movimento di liberazione gay del dopoguerra. Vivo ed esaltante, il lavoro è l’adattamento di alcune conversazioni private tra Bourne e il drammaturgo Mark Ravenhill. Presentato come monologo da Bourne, il racconto segue la sua infanzia nel dopoguerra, la vita nella “Comune” di drag a Notting Hill negli anni Settanta, il suo ruolo seminale nella nascita del Gay Liberation Front in Gran Bretagna, la compagnia teatrale gay BLOOLIPs famosa in tutto il mondo e molto altro ancora. La performance è eccezionalmente onesta, emozionante, spiritosa ed è una commovente celebrazione dell’emancipazione gay. Mark Ravenhill, talento della nuova scena inglese e columnist delle pagine culturali del quotidiano The Guardian, ha debuttato come drammaturgo nel 1995 con i controversi monologhi Fist e His Mouth. Il successo internazionale arriva l’anno successivo grazie a Shopping and Fucking, seguito da Some Explicit Polaroids. Nel 2001 va in scena al National Theatre di Londra Mother clap’s Molly House. Tra le ultime produzoni I 17 pezzi di Spara, trova il tesoro e ripeti sono stati rappresentati nel 2007 al Fringe Festival di Edimburgo, in un evento speciale dedicato all’autore dal titolo Ravenhill for Breakfast e sono andati in scena a Prospettiva09 nella versione dell’Accademia degli Artefatti.
La voce umana di Jean Cocteau debutta il 15 febbraio del 1930 al Théâtre de la Comédie-Française, in un clima di forte attesa e accompagnato dalle polemiche dei detrattori dello scrittore e poeta. Questo monologo, uno dei più toccanti mai scritti per un’interprete femminile, dipana lo strazio di un sentimento affidandolo ad una lunga telefonata. La parola, vera protagonista in scena, srotola tra frasi mozze, silenzi interlocutori, riuscendo a restituire al pubblico anche la voce all’altro capo dell’apparecchio. La banalità dell’occasione, una semplice telefonata, è spazzata via da una forte tensione poetica, che incarna il “teatro puro” di Cocteau. Ivo van Hove, direttore del Toneelgroep Amsterdam, è probabilmente uno dei più grandi talenti della scena europea contemporanea. Negli Stati Uniti ha conquistato un Obie Award per le sue regie Off-Broadway, e dopo i successi registrati in Australia, Canada ed Asia, Van Hove arriva per la prima volta in Italia a Prospettiva2 con La Voix Humaine, di cui propone una raffinata versione, perfettamente in equilibrio tra un morboso voyeurismo ed un coinvolgimento palpitante, sottolineando il talento dell’interprete, l’attrice olandese Halina Reijn, nota al grande pubblico per film come Black Book di Paul Verhoeven, Hotel Paraiso di Paula van der Oest e Operazione Valchiria di Bryan Singer.
La voce umana di Jean Cocteau debutta il 15 febbraio del 1930 al Théâtre de la Comédie-Française, in un clima di forte attesa e accompagnato dalle polemiche dei detrattori dello scrittore e poeta. Questo monologo, uno dei più toccanti mai scritti per un’interprete femminile, dipana lo strazio di un sentimento affidandolo ad una lunga telefonata. La parola, vera protagonista in scena, srotola tra frasi mozze, silenzi interlocutori, riuscendo a restituire al pubblico anche la voce all’altro capo dell’apparecchio. La banalità dell’occasione, una semplice telefonata, è spazzata via da una forte tensione poetica, che incarna il “teatro puro” di Cocteau. Ivo van Hove, direttore del Toneelgroep Amsterdam, è probabilmente uno dei più grandi talenti della scena europea contemporanea. Negli Stati Uniti ha conquistato un Obie Award per le sue regie Off-Broadway, e dopo i successi registrati in Australia, Canada ed Asia, Van Hove arriva per la prima volta in Italia a Prospettiva2 con La Voix Humaine, di cui propone una raffinata versione, perfettamente in equilibrio tra un morboso voyeurismo ed un coinvolgimento palpitante, sottolineando il talento dell’interprete, l’attrice olandese Halina Reijn, nota al grande pubblico per film come Black Book di Paul Verhoeven, Hotel Paraiso di Paula van der Oest e Operazione Valchiria di Bryan Singer.
Jan Fabre non solo è maestro nel creare potenti affreschi della nostra decadenza, come Orgy of Tolerance, che ha chiuso Prospettiva09, ma lo è anche nel cucire spettacoli su misura per straordinari perfomer, attori o danzatori. Creato da Jan Fabre e Ivana Jozic nel 2008, Another Sleepy Dusty Delta Day è un assolo di danza interpretato da Artemis Stavridi. Il titolo riporta al leggendario pezzo di Bobby Gentry del 1967, Ode to Billy Joe, ballata country dalle fosche tinte quasi gotiche. Roberta Lee Streeter, in arte Bobby Gentry, una delle prime cantautrici country a scrivere e produrre i propri lavori, ha fatto delle ballate uno spaccato dello stile di vita e dei valori culturali del profondo Sud degli Stati Uniti d’America. Così “un altro polveroso e sonnolento giorno sul Delta”, il titolo del solo creato da Fabre, richiama alle atmosfere della foce del Mississipi, con le sue vaste distese agricole e la tenace fierezza americana degli abitanti. Un pranzo di famiglia a casa di una adolescente: la madre annuncia il gesto di Billy Joe, che si è gettato da un ponte. Mentre si parla del ragazzo, ciascuno riporta alla mente episodi della sua vita, ci si scambia il cibo e si parla del più e del meno. Amore proibito e suicidio sono il punto di partenza dello spettacolo, una storia che accade in una lontana e opprimente giornata, un racconto di amore e di abbandono che si chiude con un tuffo nell’oscurità sconosciuta. Another Sleepy Dusty Delta Day si apre con la lettera di un uomo alla propria amata, un testo profondamente intimo che enfatizza il diritto di disporre della propria vita, ma soprattutto della propria morte. Un testo che racchiude la testimonianza dell’empatia e del rispetto per la vita, l’amore, la morte.
Jan Fabre non solo è maestro nel creare potenti affreschi della nostra decadenza, come Orgy of Tolerance, che ha chiuso Prospettiva09, ma lo è anche nel cucire spettacoli su misura per straordinari perfomer, attori o danzatori. Creato da Jan Fabre e Ivana Jozic nel 2008, Another Sleepy Dusty Delta Day è un assolo di danza interpretato da Artemis Stavridi. Il titolo riporta al leggendario pezzo di Bobby Gentry del 1967, Ode to Billy Joe, ballata country dalle fosche tinte quasi gotiche. Roberta Lee Streeter, in arte Bobby Gentry, una delle prime cantautrici country a scrivere e produrre i propri lavori, ha fatto delle ballate uno spaccato dello stile di vita e dei valori culturali del profondo Sud degli Stati Uniti d’America. Così “un altro polveroso e sonnolento giorno sul Delta”, il titolo del solo creato da Fabre, richiama alle atmosfere della foce del Mississipi, con le sue vaste distese agricole e la tenace fierezza americana degli abitanti. Un pranzo di famiglia a casa di una adolescente: la madre annuncia il gesto di Billy Joe, che si è gettato da un ponte. Mentre si parla del ragazzo, ciascuno riporta alla mente episodi della sua vita, ci si scambia il cibo e si parla del più e del meno. Amore proibito e suicidio sono il punto di partenza dello spettacolo, una storia che accade in una lontana e opprimente giornata, un racconto di amore e di abbandono che si chiude con un tuffo nell’oscurità sconosciuta. Another Sleepy Dusty Delta Day si apre con la lettera di un uomo alla propria amata, un testo profondamente intimo che enfatizza il diritto di disporre della propria vita, ma soprattutto della propria morte. Un testo che racchiude la testimonianza dell’empatia e del rispetto per la vita, l’amore, la morte.